La storia della città di Messina

Sulle rive dello Stretto, i Greci fondarono Zancle nell'VIII secolo A.C., che divenne Messina nel V secolo A.C.. Roma trasformò ben presto la città di Messina (Messana, come la chiamavano i Romani) in un porto militare ed in un importante polo commerciale. Questa posizione di forza si consolidò nel Medio Evo, periodo in cui Messina ebbe importanti vantaggi economici e la sua particolare posizione geografica ne fece una sorta di città-stato, molto simile ai comuni indipendenti del centro-nord Italia. La città ed i suoi territori caddero nelle mani degli arabi nel IX secolo D.C.. La città di Messina venne liberata dal Conte Ruggero il Normanno, che nel 1061 ha combattuto per conquistare l'intera Sicilia. I primi re normanni costruirono i loro palazzi reali a Messina, dove fondarono il monastero del Santissimo Salvatore, dove si conservava un impressionante scriptorium per la produzione e conservazione di preziosi codici; questi furono segni di prestigio e cultura alle radici dell'indipendenza della città dal Regno di Sicilia, ed inoltre spiega la sua intolleranza nei confronti dell'egemonia di Palermo nell'isola. A causa dell'intenso traffico navale portato dalle Crociate, Messina venne maggiormente fortificata da Riccardo Cuor di Leone e divenne un importantissimo porto soprattutto per i soggiorni delle flotte navali dirette in Terra Santa. Il commercio diveniva sempre più fiorente, tanto che i commercianti fondarono una loggia nel Medio Oriente. In un crescendo interrotto solo dai Vespri Siciliani del XIII secolo, Messina raggiunse l'apice della sua storia, che durò dal XV secolo fino alla fine del XVII. L'Umanesimo ebbe la sua massima espressione con il grande Antonello da Messina, lo scolaro greco Costantino Lascaris, il genio poliglotta Francesco Maurolico, il matematico Giuseppe Moleti, ed il Montorsoli, giusto per citarne alcuni tra i più importanti che hanno giocato un ruolo fondamentale nella vita culturale ed artistica della città. Il benessere a Messina durante il XVII secolo fu tale che, oltre ad essere stata già designata come sede del vicere e divenuta tappa obbligata per lo stesso che vi doveva trascorrere sei mesi dell'anno, venne fatta una proposta d'acquisto in contanti di tutta la Sicilia orientale dalla Corona di Spagna, in modo da istituire un vicereame totalmente indipendente. La Spagna sperava in qualche modo di limitare la potenza della città, portandola ad una guerra di quattro anni (1674-1678). La città, dapprima aiutata da un esercito inviato da Luigi XIV, fu poi abbandonata e costretta a soccombere alle più potenti forze spagnole. Inoltre, pur avendo rivissuto lo splendore dopo la nascita dell'architetto Filippo Juvara, venne nuovamente messa in ginocchio nel 1783 da un terribile sisma. La città risorse ancora e fu testimone del risorgimento del XIX secolo, divenendo la prima città ribelle, il 1° settembre 1848. Ma un altro terribile sisma nel 1908, che fece quasi 70.000 vittime, fu l'ultima delle infinite catastrofi subite dalla città di Messina. Nonostante la rinascita nello stile architettonico eclettico e con le forme dell'epoca, fu condannata a soffrire ancora a causa della devastazione provocata dalla guerra nell'estate del 1943.

Fonte: Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo Messina - 1997

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